Madreperla 

 colore: seal (silver) tortie point

data di nascita 09/09/2006
pedigree numero LOI 86139
madre Campionessa Lunadea in Kimera
padre Leondoro Rosso in Luce Argento 
titolo  
gruppo  A
PKD negativo
segni particolari faccia da Mogwai
cucciolate 1 di 2

 

 

Madreperla è unica nel suo genere. Minuta ma bellissima, con due enormi occhi blu caraibico che ti accarezzano l’anima, conquista al primo sguardo. Letteralmente. Il resto lo fa il suo carattere: dolce, seducente, bisognosa di coccole. Madreperla è l’unica della famiglia che va sempre d’accordo con tutte le altre gatte, anche nei momenti piú concitati come le gravidanze, i calori o la partenza per le vacanze, quando il nervosismo generale è ai massimi livelli. Non solo: è anche l’unica che a un anno e oltre di etá, si accoccola ancora contro la pancia di nonna Fantásia, e fa il verso di succhiare il latte…

 

Una vera perla argento

Figlia dell’unica cucciolata del mio primo smoke nato e allevato da me, il magnifico Leondoro Rosso, anche Madreperla è smoke, solo che l’argento è uscito verso gli otto mesi e sul suo pedigree, il colore ufficiale è ancora seal tortie. Provvederò a cambiarglielo quanto prima!! Quello che va sottolineato è che per me rappresenta un duplice successo: il suo colore particolare e il fatto di essere figlia del primo figlio di Kalista, e quindi esponente di una genealogia silver alla quale sto lavorando da anni nonostante le difficoltà espositive…

 

La malattia e il miracolo

Per me poi, Madreperla rappresenta un miracolo che va oltre tutto questo. Perché è stata strappata alla morte grazie al mio amore e a quello del mio compagno…

A otto mesi Madreperla si è ammalata gravemente mentre ero negli Stati Uniti. Aveva smesso di mangiare, era apatica, triste, con un pelo orribile e un aspetto pessimo. Pensavano tutti che sarebbe volata via per sempre, forse anche prima del mio rientro. Il veterinario le aveva diagnosticato la FIP, la piú terribile di tutte le malattie feline e io ero devastata dal dolore.

Ma l’esperienza del passato e quello che avevo vissuto con Kimera mi avevano insegnato a fidarmi dell’istinto. Fra tutti i sintomi riconducibile alla FIP che Madreperla presentava (apatia, perdita di appetito, versamenti addominali, pcr positiva), mancavano gli unici due che costituiscono il denominatore comune nella sintomatologia imprevedibile di questa malattia subdola e sconosciuta: la febbre e l’itterizia.

Cosí ho trovato la forza di rifiutarmi di abbatterla, nonostante pesasse ormai un chilo e mezzo e fosse ridotta a uno scheletro senza forza. L’ho portata a casa, tenendola stretta, singhiozzando fra il suo pelo morbido, e in quei suoi occhi blu, che nella sua inconsistenza corporea sembravano l’unica cosa rimastale, ho letto la voglia di risalire la china.

Madreperla ha vissuto un mese sul divano, quasi senza muoversi. Io la portavo nella cassettina per farla sporcare, le facevo due flebo al giorno e la imboccavo a piú riprese, con una pazienza infinita. All’inizio dopo aver mangiato vomitava spesso, anche se stavo attenta a darle pochissimo cibo a ogni pasto, consapevole del fatto che avesse praticamente digiunato per oltre un mese. Poi a poco a poco, ha cominciato a tenere giú il cibo e a riprendere tono. Era la prova che aspettavo: mi dicevo che se fosse stata fip, doveva giá essere morta.

Sono andata avanti a tenere duro. Io e il mio compagno la riempivamo di coccole e le dicevamo che era bellissima nonostante la sua magrezza penosa. E alla fine lei ce l’ha fatta. Ora è tornata al suo splendore: pesa piú di tre chili, fa lunghissime giocate con le altre, è attiva e vivace. Ha l’aspetto fragile e minuto di un gatto che ha sofferto nell’etá dello sviluppo, ma chi la vede resta incantato dal suo fascino e dalla sua dolcezza.

 

Nessuno saprá mai cos’abbia avuto veramente: gli esami veterinari hanno indicato tantissime alterazioni nel momento della malattia, ma nessuna evidenza di una particolare patologia. Ai successivi controlli, tutto è tornato nella norma. Ma la cosa importante è che ce l’abbia fatta, che si sia aggrappata alla vita e sia rimasta qui a scaldarci il cuore con la sua magia.

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